Chiudiamo l’anno con un articolo non tanto sui benefici di fare sport e in particolare del tennis, ma cercando di capire come questo sport sia praticato da persone di tutte le età. Sempre più spesso infatti, leggiamo sui quotidiani di ultra novantenni che allegramente sgambettano in campo e si divertono ancora a suon di diritti e rovesci.
Come sanno gli appassionati il gioco si svolge con un’alternanza di fasi, cui segue una breve sosta e il cambio di campo, proprio questa alternanza di fasi agonistiche e di riposo fa sì che tale sport si adatti bene ad essere praticato in modo costante a tutte le età.
Però se si vuole prolungare la propria attività tennistica meglio avere qualche accortezza. Prima di entrare in campo per evitare infortuni meglio eseguire un adeguato riscaldamento a cui deve seguire una fase di stretching post match, e se si interrompe l’attività per lunghi periodi di tempo la si deve riprendere dopo una preparazione fisica specifica ed adeguata.
Il tennis richiede, comunque, sempre delle caratteristiche psicofisiche, come una buona preparazione fisica di base, un’alta capacità di resistenza, una buona coordinazione motoria e mobilità articolare. Dal punto di vista psicologico, invece, sono importanti la capacità di concentrazione, il controllo dell’emotività e una buona intelligenza di gioco.
Di come avvicinare i ragazzi al tennis ve ne abbiamo parlato qui, mentre per conoscere la dieta del tennista potete cliccare qui.
Concludiamo dicendo che non esistono limiti d’età per iniziare a giocare a tennis. I maestri consigliano di aspettare almeno i 5 anni di età prima di iniziare, per evitare uno sviluppo asimmetrico della spalla, dei muscoli pettorali, del braccio, dell’avambraccio e della mano, oltre che a possibili deviazioni della colonna vertebrale. Per genitori e mentori il consiglio è di no creare aspettative tipiche della “sindrome da bambino prodigio” nei bambini meno dotati, o alimentare furori agonistici nei bambini più promettenti.
Non esistono limiti neanche per concludere la propria attività tennistica, l’importante è stare bene fisicamente.
Se praticato in modo corretto e con costanza, il tennis è uno degli sport che più in assoluto presentano il minor numero di infortuni: le cause delle lesioni sono da attribuire a sforzi eccessivi o a errati movimenti del braccio e dell’avambraccio. Le infiammazioni più frequenti sono il “gomito del tennista”, o epicondilite, e la “gamba del tennista”, una condizione dolorosa a carico del polpaccio, tipica dei giocatori più avanti con l’età. Si tratta di un brusco e momentaneo spostamento muscolare o tendineo dei gemelli del polpaccio, che può prodursi durante uno scatto. Meno frequenti sono la rottura del tendine d’Achille, sempre in seguito a bruschi scatti eseguiti a freddo, e la talalgia, ossia dolori localizzati al calcagno.





