Iniziamo intanto a ricordare che un campo da tennis è lungo 23,77 metri e largo 8,23 metri per il singolo e 10,97 metri per il doppio. È diviso a metà da una rete che ha un’altezza al centro di 0,914 m e ai lati di 1,07 m. Negli incontri di singolare vengono utilizzati dei paletti, posizionati nei corridoi. I due rettangoli di battuta in ogni metà campo sono lunghi 6,40 metri per una larghezza di 4,115 metri. Le dimensioni degli spazi esterni ai lati e a fondo campo, ovvero gli ‘out’, hanno dimensioni variabili in base alle competizioni nazionali e internazionali.
Se le dimensioni del campo da tennis sono uguali ovunque, possono invece cambiare le superfici: abbiamo la terra battuta, l’erba, il sintetico o le resine. Cambiando superficie si cambia anche gioco e condizioni di rimbalzo delle palline. I fattori esterni che incidono sulle diverse superfici sono l’umidità, il caldo intenso, il vento e la pioggia.
Vi facciamo una veloce panoramica dei terreni di gioco.

Terra battuta
La velocità della palla è ridotta rispetto ad altri terreni di gioco, ed è adatta a giocatori con buoni colpi in top-spin che permettono un rimbalzo alto e lungo. L’importante su questo terreno è la costruzione del punto e la tenuta sugli scambi lunghi. L’umidità e la pioggia possono appesantire il campo rendendolo ancora più lento o formando delle buche che portano a rimbalzi irregolari delle palline. La terra battuta è una pavimentazione realizzata normalmente in argilla. Prevalentemente di colore rosso, nel mondo ne esistono anche di colore verde, blu, grigia, gialla, marrone.
Erba naturale
E’ la superficie più rapida ma anche più scivolosa e morbida, qui il rimbalzo è spesso irregolare, imprevedibile e molto basso. Per questo è amata da chi possiede un ottimo servizio e doti di gioco al volo, è efficace anche il back di rovescio. E’ una superficie che si deteriora velocemente anche nella stessa settimana del torneo e ha alti costi di manutenzione. Il tennis è nato sui prati quindi l’erba naturale è il primo tipo di superficie utilizzato, poi cambiato per venire incontro alle condizioni climatiche dei diversi Stati dove ha attecchito questo sport.
Sintetico – Cemento – Resine
Terreno liscio e regolare non richiede particolari manutenzioni ma essendo una superficie “dura” provoca traumi fisici e danni alla schiena, alle caviglie o alle ginocchia dei giocatori. Chi ama queste superfici predilige lo schema di gioco servizio e dritto.
Outdoor e indoor
C’è un altro tipo di condizione che influisce sul gioco, ovvero se si gioca al chiuso o all’aperto. Il gioco al coperto è in genere più facile perché non vi è la presenza di agenti atmosferici che varia le condizioni del gioco. All’aperto il vento può variare la traiettoria di un colpo, il sole può non far vedere dove colpire durante uno smash, … E poi generalmente la velocità di palla indoor è maggiore.
Tipologie di superficie
In base ai materiali utilizzati per la costruzione i campi da tennis posso essere classificati in 5 tipologie di superficie: lenta (slow pace), medio/lenta (medium/slow pace), media velocità (medium pace), medio/veloce (medium/fast pace), veloce (fast pace). Il grado di “velocità” della superficie è determinato da quattro fattori fisici: attrito, elasticità, smorzamento e rimbalzo. Il primo misura la perdita di energia cinetica della pallina al contatto con il terreno; l’elasticità è un parametro che determina invece la capacità di assorbimento degli impatti del piede con il suolo. L’altezza del rimbalzo è direttamente proporzionale all’elasticità (e inversamente allo smorzamento), mentre gli spin vengono restituiti (alto il top, basso il back) se c’è notevole attrito; infine a più smorzamento corrisponde minor rimbalzo.





