Il 10% della popolazione mondiale è mancina, e nel corso della storia, chi usava la sinistra come mano predominante è stato spesso etichettato in modo negativo, associato addirittura al diavolo. Ai giorni nostri invece il mancinismo è spesso ritenuto un vantaggio, soprattutto se associato allo sport.
Dal 13 agosto del 1992 si celebra la Giornata Internazionale dei mancini, una ricorrenza fortemente voluta dal Left Handers Club, un’associazione inglese impegnata a far conoscere le peculiarità delle persone mancine, ma anche le loro difficoltà in un mondo che, fondamentalmente è pensato per chi utilizza la mano destra.
Essere mancini aiuta nel tennis?
In realtà si tratta solo di un mito smentito da studi scientifici. Chi conosce il tennis fa subito l’associazione con Rafael Nadal, che pur svolgendo tutte le attività con la destra, gioca a tennis con la sinistra. Ma la bravura dello spagnolo, come di tutti i tennisti che usano la sinistra, è ascrivibile al loro innato talento e non al loro essere mancini.
Non ci sono segreti o vantaggi specifici che li aiutino a vincere, anche se uno studio tedesco di qualche anno fa, pubblicato sulla rivista Biology Letters aveva preso in considerazione 100 top player di sport diversi negli anni compresi fra il 2009 e il 2014. Da quest’analisi emerse che i giocatori mancini hanno 2.6 volte più possibilità di eccellere negli sport con vincoli di tempo, come baseball, cricket e ping-pong, rispetto a quelli con una minore pressione del tempo, come badminton e squash. Il 26% dei migliori giocatori di ping-pong e il 19% delle migliori giocatrici dello stesso sport sono mancini, forse perché il loro giocare a sinistra confonde gli avversari. Nei giochi più lenti, dove i tempi di reazione non sono così fondamentali, il numero di top players mancini rispecchia quello della popolazione generale.
Quindi talvolta chi usa la mano destra è semplicemente “sorpreso” dalle rotazioni o dai diversi comportamenti motori dei mancini.
Neppure la presunta maggiore creatività di chi usa la sinistra è supportata da report, un’analisi di uno studio neozelandese ha evidenziato piuttosto che se si vuole cercare un maggior successo nei mancini dipenderebbe dalla caparbia determinazione di questi nell’affrontare un mondo a misura di destrimani: “trovare soluzioni al loro impasse, probabilmente li allena a trovare risultati innovativi o anche solo insoliti, nei campi professionali da loro scelti”.
Il mancinismo e i vantaggi
Se si scende in campo contro un mancino dunque ci si deve solo abituare all’idea che i mancini adottano rotazioni opposte rispetto ai destri, e ne trovano con più facilità il rovescio. Possono giocare i punti delicati dei vantaggi dal loro lato preferito, inoltre sono perfettamente abituati ad affrontare i destri, che invece hanno bisogno di modificare il loro approccio tattico.
Il difficile è modificare la propria routine ed è necessario un ragionamento extra, se cerchi il rovescio dell’avversario, attenzione a dove si manda il colpo!
Comunque sia, affidatevi ai vostri punti di forza, senza pensare troppo a cosa farà l’avversario.
foto di archivio atp san marino




