Ci sono volute 3 ore e 23 minuti a Facundo Diaz Acosta per avere la meglio su Marco Cecchinato, nella finale dell’Aspria Tennis Cup 2026 a Milano, la più lunga in 20 anni di storia. L’Atp Challenger di Milano va dunque in archivio con il punteggio a favore di Diaz Acosta di 6-7 7-6 7-6 su un Cecchinato, arrivato vicinissimo ad uno storico tris di vittorie dopo aver trionfato nel 2016 e 2025.
Il match inizia alle 11 del mattino, sotto un sole cocente, continua punto su punto fino al tie break, ogni punto lottato, scambi intensi. Cecchinato è più lucido nel momento clou del primo set che porta a casa il tie break addirittura per 7 punti a 0. Ma Diaz Acosta non arretra di un millimetro, resta lì, nessuno perde il servizio e anche il secondo parziale finisce al tie break: questa volta è l’argentino a prevalere, 7 punti a 5. Si va al terzo: Cecchinato va avanti di un break, si porta 3-1, ma Diaz Acosta prima recupera il break, poi si salva da due situazioni in cui l’azzurro arriva appena a due punti dal match. Ed è di nuovo tie break, per la terza volta. Sul 5-5 Cecchinato commette un doppio fallo e il punto successivo è quello decisivo per il trionfo dell’argentino.
Nelle semifinali Cecchinato aveva superato il brasiliano Gustavo Heide, tutto servizio e dritto, che sta vivendo il miglior momento della sua carriera, con il best ranking appena raggiunto (numero 133) e due vittorie a livello Challenger negli ultimi due mesi. Un giocatore in grande fiducia, che ha però subito dovuto fare i conti con la determinazione e la ferocia agonistica di Cecchinato. L’argentino Diaz Acosta, aveva superato in tre set lo spagnolo Rincon, in una partita tutta mancina, durata 2 ore e 47 minuti.

Nel torneo di doppio vittoria della coppia tutta azzurra composta da Francesco Forti e Filippo Romano. I due hanno superato gli indiani Banthia/Kadhe per 6-3 7-6 in 1 ora e 20 minuti di gioco. Per i due italiani è la seconda vittoria a livello Challenger quest’anno dopo Cervia, oltre ad aver trionfato alle pre-qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia. Per Forti/Romano, sempre più affiatati nella specialità, anche due finali perse sempre nei Challenger.





