Oleg Prihodko è il vincitore del 1° Trofeo Città di Cesenatico, nuovo Challenger Atp 50 (cemento indoor, montepremi €56.700), che si è concluso sui campi indoor del Circolo Tennis “Anselmo Godio” dopo una settimana di intense sfide.
Nel match clou il 28enne ucraino (n.472 Atp prima di questo evento) si è imposto in rimonta, con il punteggio di 6-7(8) 6-4 6-4, dopo due ore e 31 minuti di gioco, su Raul Brancaccio (n.401 Atp, ma con un best ranking al 121° posto raggiunto nel febbraio 2023), che alla sua quarta finale in questo circuito non è riuscito a calare il tris vincente dopo i trionfi a San Benedetto del Tronto nel 2022 e a Noumea nel 2023, oltre alla finale persa a Tenerife tre anni fa.

Il 28enne di Torre del Greco, giunto all’ultimo atto senza perdere set (successi ai danni dei francesi Calvin Hemery, terzo favorito del torneo, e Laurent Lokoli, poi sugli italiani Pietro Fellin e Filippo Romano), anche per l’importanza della posta in palio ha avuto un inizio molto più contratto dei giorni precedenti, con poca sicurezza nel diritto e bassa percentuale di prime di servizio. Non a caso, con il secondo doppio fallo della sua partita, nel quarto game il tennista campano ha perso la battuta (1-3), con il 28enne di Pavlograd ad allungare sul 4-1. Con il passare dei minuti Brancaccio si è un po’ sciolto, ritrovando intensità e sfruttando un passaggio a vuoto di Prihodko per piazzare il contro-break (3-4) e poi riagganciare l’avversario (4-4), fino a procurarsi persino una chance per il sorpasso, cancellata dall’ucraino, capace di tenere a fatica il turno di servizio (5-4) e quindi giungere per due volte a due punti dal set. Il giocatore di Torre del Greco, cresciuto tennisticamente in Spagna (Paese d’origine della madre), non ha tremato e per dirimere l’equilibrio è stato necessario il tie-break: andamento ad altalena, con 3 a 0 per Prihodko, poi 5 a 3 per Brancaccio, bravo poi ad annullare con un ace un set-point sul 6 a 7, prima di riuscire a spuntarla per 10 punti a 8, sostenuto dal tifo del pubblico.
Sullo slancio il giocatore italiano si è portato rapidamente avanti 3-0, mancando pure tre opportunità per il 4-0 “pesante”, lì l’ucraino ha ripreso convinzione e dall’1-4 ha messo a segno un parziale di cinque giochi di fila, salvando una palla-break nell’ottavo gioco e un’altra nel decimo (poteva valere il 5-5 a Brancaccio), rinviando così la sfida al set decisivo. Nel quale Prihodko (in riva all’Adriatico aveva sconfitto gli altri italiani Federico Bondioli, Lorenzo Rottoli e Federico Iannaccone, quindi in semifinale il mancino russo Ivan Gakhov), in apertura ha tolto subito il servizio al campano, break confermato (2-0) dopo aver sventato tre occasioni di immediato contro-break, riuscito comunque nel quarto gioco (2-2). Turni di battuta rispettati fino al 4-4, quando dopo un trattamento all’ucraino per un dolore all’avambraccio destro sul 30-0 il napoletano ha commesso tre doppi falli consecutivi e spedito fuori un diritto, regalando letteralmente il break al rivale, che non si faceva pregare per chiudere a zero dopo poco più di due ore e mezza di lotta.




